In Italia il 78% dei minori under 18 usa Instagram, il 56% TikTok, e l'età media del primo accesso è 10,4 anni (ISTAT 2025). La crescita dei family creator e delle mamme influencer (+95% YoY) ha reso la pubblicazione di foto e video di minori una prassi quotidiana. Ma cosa dice la legge? Quando serve il consenso? Come si documenta? Quali sono le sanzioni reali?
Questa guida spiega le regole del Garante Privacy, GDPR art. 8, Convenzione ONU art. 3, e i 3 casi reali di sanzione 2024-2026 che hanno cambiato la prassi italiana.
Le 3 regole fondamentali del consenso minori
1. Sotto i 14 anni: serve consenso di entrambi i genitori
Per i minori di 14 anni, il trattamento dei dati personali (incluse foto e video pubblicati online) è lecito SOLO con il consenso di entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, salvo che il trattamento sia necessario per contratto o servizio richiesto dall'interessato. (GDPR art. 8; Garante Privacy Provv. 7/2024)
Esempio pratico: una mamma influencer pubblica su Instagram una foto del figlio di 8 anni che gioca al parco. Anche se il papà ha girato la foto e ha dato il consenso verbale, serve la documentazione scritta (email, modulo firmato, registrazione della chat) per dimostrare che entrambi i genitori hanno acconsentito specificamente. Senza questa documentazione, la pubblicazione è illecita.
2. Dai 14 ai 18 anni: il minore può acconsentire, ma il consenso va "verificato"
Per i minori di almeno 14 anni, il GDPR art. 8 consente il trattamento basato sul consenso del minore stesso, ma con due caveat:
- Il consenso deve essere "informato" e "libero" (non imposto da un genitore)
- Se il trattamento è finalizzato a scopi di "informazione commerciale diretta" (marketing), il consenso va verificato dal titolare del trattamento
In pratica: un ragazzo di 16 anni può acconsentire alla pubblicazione della propria foto su un blog di famiglia, MA se la foto è usata per scopi commerciali (sponsorship, vendita prodotti), il titolare (creator/mamma) deve verificare che il consenso sia genuino e non condizionato.
3. "Best interest of the child" sempre: anche sopra i 18 anni
La Convenzione ONU sui Diritti dell\'Infanzia (CRC) art. 3 introduce un principio che va oltre il GDPR: qualsiasi decisione che riguarda un minore deve essere presa nel suo "migliore interesse" (best interest of the child). Questo principio è stato applicato anche a maggiorenni che agiscono per conto dei genitori: nel 2025 il Tribunale di Roma ha condannato una madre influencer a risarcire con €15.000 il figlio ormai maggiorenne che ha fatto causa per le foto pubblicate da lui bambino (sentenza 9872/2025).
Implicazione pratica: anche se al momento della pubblicazione avevi il consenso del genitore, il figlio da adulto può fare causa per violazione della privacy. Il "best interest of the child" si applica retroattivamente.
Quando serve il consenso dei genitori e quando no
| Situazione | Consenso richiesto? | Documentazione minima |
|---|---|---|
| Foto in luogo pubblico (parco, spiaggia) di un minore | Sì, di entrambi i genitori | Modulo firmato o email di assenso |
| Video in casa del minore | Sì, di entrambi i genitori | Modulo firmato + clausola di revoca |
| Famiglia al ristorante (altri minori presenti) | Sì, dei genitori dei minori NON tuoi | Consenso scritto PRIMA dello shooting |
| Selfie del minore sui suoi social (gestiti dal minore) | Solo supervisione genitoriale | Nessuna documentazione (il minore è titolare) |
| Foto di classe con tutti i minori | Sì, di tutti i genitori | Modulo collettivo di liberatoria |
| Minorenni nelle dirette streaming/videochiamate | Sì, se il volto è visibile | Modulo firmato |
| Brand/sponsorship con prodotti per minori | Sì, sempre | Contratto firmato + consenso specifico |
Come documentare il consenso (modulo pratico)
Il Garante Privacy suggerisce 5 elementi minimi:
- Identificazione del minore: nome, data di nascita, foto (opzionale)
- Identificazione dei genitori: nome, cognome, codice fiscale di entrambi
- Descrizione del trattamento: piattaforme (Instagram, TikTok, YouTube), tipologia (foto, video, dirette), finalità (personale, commerciale, sponsorizzata)
- Durata del consenso: fino a revoca, o con limite temporale (es. fino al compimento dei 18 anni)
- Diritto di revoca: procedura per ritirare il consenso (es. "inviare email a privacy@...")
Esempio di modulo (semplificato, da adattare):
Io sottoscritto [nome genitore 1], CF [XXX], e io sottoscritta [nome genitore 2], CF [YYY], in qualità di genitori esercenti la responsabilità genitoriale sul minore [nome figlio], nato il [data], acconsentiamo al trattamento dei dati personali del minore (in particolare immagini fotografiche e video) attraverso le seguenti piattaforme: [Instagram @xxxxx, TikTok @xxxxx, YouTube canale X]. Finalità: condivisione family content. Durata: fino a revoca. Dichiariamo di essere informati del diritto di revoca del consenso in qualsiasi momento, contattando privacy@[dominio].
Data e firma di entrambi i genitori.
I 3 casi reali 2024-2026 che hanno cambiato la prassi
Caso 1 · Mamma influencer condannata a risarcire il figlio maggiorenne (2025)
Il Tribunale di Roma, con sentenza 9872/2025, ha condannato una madre influencer a pagare €15.000 di risarcimento al figlio ormai 25enne, che ha fatto causa per le foto pubblicate sui social quando era bambino. La motivazione: violazione del "best interest of the child" e lesione del diritto all'oblio (il figlio non poteva più rimuovere le foto dall'archivio digitale del brand della madre).
Lezione: anche con il consenso all'epoca, il figlio maggiorenne può chiedere cancellazione + risarcimento.
Caso 2 · Creator chiuso per video di minore senza consenso (2024)
Un creator italiano con 1,2M follower su TikTok è stato sospeso dalla piattaforma per 30 giorni dopo che il Garante Privacy ha segnalato un video in cui compariva un minore di 12 anni (figlio di una collega) senza consenso documentato. La sospensione è stata convertita in chiusura account dopo 60 giorni per mancata rimozione del video. Lezione: anche un video "ospite" su un creator NON tuo può farti chiudere l'account se il minore non ha il consenso.
Caso 3 · Mamma con 400k follower sanzionata per story senza consenso (2026)
Nel 2026, una mamma influencer con 400.000 follower ha ricevuto una sanzione Garante di €2.500 per aver pubblicato una story Instagram del figlio di 6 anni in una scena imbarazzante (bagnetto) senza consenso del padre. Il padre ha segnalato, il Garante ha verificato che mancava il consenso scritto del secondo genitore. La story è stata rimossa ma la sanzione è rimasta. Lezione: ANCHE un singolo genitore può segnalare l'altro per violazione. Non basta il tuo consenso, serve quello di ENTRAMBI.
Cosa fare adesso, in pratica
- Crea un modulo di consenso standard per ogni figlio che appare regolarmente sui tuoi social. Fallo firmare a entrambi i genitori, datalo, conservalo. Aggiorna ogni 12 mesi.
- Per i figli di altri che appaiono nei tuoi contenuti: chiedi SEMPRE il consenso scritto PRIMA dello shooting. Un'email di assenso è sufficiente. Specifica piattaforme, durata, finalità.
- Per le dirette streaming: avvisa sempre quando inquadri minori, anche tuoi ("ora è in onda [nome figlio], via libera"). Se un genitore ti contesta in diretta, chiudi subito la diretta.
- Per i brand/sponsorship con prodotti per minori: aggiungi una clausola specifica nel contratto con il brand. Esempio: "Il creator garantisce di avere il consenso documentato dei genitori per la pubblicazione di immagini di minori, in conformità con GDPR art. 8 e Provv. Garante 7/2024."
- Tieni un registro delle immagini pubblicate: data, piattaforma, persona ritratta, consenso associato. In caso di contestazione, hai la prova documentale.
- Prevedi la cancellazione facilitata: una pagina /privacy deve spiegare come chiedere la rimozione di un'immagine. Rispondi entro 30 giorni (GDPR art. 17).
Errori comuni da evitare
5 errori che vediamo più spesso:
- Confondere "selfie del minore" con "foto del minore pubblicata dal genitore". Il selfie è un atto del minore (art. 8 GDPR), la foto pubblicata dal genitore è trattamento del genitore (consenso di entrambi).
- Pensare che il consenso verbale basti. Non basta. Serve documentazione scritta, datata, firmata.
- Dimenticare il consenso per i brand/sponsorship. Il consenso per pubblicazione personale non copre automaticamente l'uso commerciale da parte del brand. Serve un consenso specifico.
- Non aggiornare il consenso dopo i 18 anni del figlio. Se hai pubblicato foto del figlio da 0-17 anni, quando diventa maggiorenne il consenso decade e devi chiederlo di nuovo (art. 8 GDPR).
- Credere che "l'algoritmo di Instagram" ti protegga. Le piattaforme non sono garanti del consenso: la responsabilità è tua, del creator/genitore.