La DAC7 è la direttiva europea (UE 2021/514) che dal 1° gennaio 2023 obbliga i gestori di piattaforme digitali a raccogliere e trasmettere ogni anno i dati dei venditori all'Agenzia delle Entrate. È in vigore, ha già diverse scadenze passate, e la prossima comunicazione è il 1° febbraio 2027 per i dati del 2026. Questo articolo è la mappa completa: cos'è, chi colpisce, e come evitarla legalmente — con il quadro aggiornato al 2026 su OCSE MRDP, Free Zone Dubai, LLC americane e Singapore.
Non è una nuova imposta. È un obbligo informativo, che colpisce solo chi facilita una transazione economica tra venditore e acquirente. Chi vende solo i propri prodotti, chi fa solo pubblicità, chi processa solo pagamenti, è fuori. Ma le esenzioni hanno confini precisi, e confonderli è costato a più di qualcuno.
Le 5 cose da sapere, in 5 minuti
i. La DAC7 colpisce i gestori di piattaforma, non i venditori
L'obbligo è del Platform Operator (Vinted, eBay, Airbnb, Fiverr, Booking.com...), che deve raccogliere identificativi anagrafici, indirizzo, codice fiscale o partita IVA, totale transazioni trimestrali, commissioni trattenute, conto di accredito del venditore. I dati vengono trasmessi all'autorità fiscale del Paese membro di registrazione della piattaforma e poi scambiati automaticamente con lo Stato di residenza del venditore.
ii. Le 4 categorie di attività sono tassative
La direttiva copre solo: (1) vendita di beni, (2) prestazione di servizi personali, (3) locazione di immobili, (4) noleggio di mezzi di trasporto. Qualsiasi altra attività (consulenza finanziaria, SaaS B2B, prodotti digitali scaricabili) non rientra nelle 4 rilevanti. Ma attenzione: per servizi, affitti e noleggi non esiste soglia minima, sono dichiarabili dalla prima operazione.
iii. Le soglie per la vendita di beni sono alternative, non cumulative
Per la vendita di beni il venditore è "segnalabile" se supera più di 30 transazioni oppure più di 2.000 euro di corrispettivo nell'anno solare. Basta una delle due. Sotto entrambe, il venditore è escluso dal report. Per servizi, affitti e noleggi, dichiarazione dalla prima operazione.
iv. Le sanzioni italiane non sono simboliche
Omessa registrazione della piattaforma: 10.000 euro. Omessa trasmissione dei dati: 2.000-21.000 euro, aumentata della metà in caso di recidiva. Trasmissione incompleta: sanzione ridotta della metà. Il gestore "esonerato" (che dimostra modello senza vendor segnalabili) deve comunque inviare una comunicazione di assenza dati ogni anno, entro il 31 gennaio.
v. L'effetto extraterritoriale è reale
Se gestisci una piattaforma senza sede o stabile organizzazione UE ma con vendor residenti UE o immobili situati in UE, sei obbligato a registrarti in uno Stato membro (one-stop shop), ottenere un identificativo unico, e inviare il report annuale. Inadempimento dopo due solleciti → registrazione revocata e blocco coordinato dell'attività in tutta l'UE.
Cos'è la DAC7, nel dettaglio
La Direttiva (UE) 2021/514 del 22 marzo 2021 — settima versione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa in materia fiscale (da cui l'acronimo DAC7) — è entrata in vigore il 1° gennaio 2023. È stata recepita in Italia con il D.Lgs. 1° marzo 2023, n. 32, attuato dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 20 novembre 2023 (prot. n. 406671/2023).
Non introduce una nuova imposta: è una norma di trasparenza basata sul modello CRS (Common Reporting Standard) già usato per gli intermediari finanziari, adattata alla gig economy. Lo scopo dichiarato è combattere l'evasione da attività digitali che le amministrazioni fiscali nazionali faticavano a intercettare, perché transate su piattaforme spesso estere.
L'Italia è stata tra i primi Paesi a completare il recepimento e a pubblicare la disciplina attuativa. Il primo report (dati 2023) è scaduto il 31 gennaio 2024 (con proroga al 15 febbraio per il primo anno); il secondo (dati 2024) il 31 gennaio 2025; il terzo (dati 2025) è scaduto il 2 febbraio 2026 (sabato). Il prossimo, per i dati 2026, è il 1° febbraio 2027.
Chi è "piattaforma" e chi è "venditore"
La definizione è ampia. È Platform Operator qualsiasi entità che stipula un contratto con i venditori per mettere a disposizione un software (sito web, app) che consenta loro di offrire beni o servizi a utenti, in cambio di un corrispettivo. Sono dentro: Vinted, eBay, Amazon Marketplace, Etsy, Airbnb, Booking.com, Vrbo, Fiverr, TaskRabbit, Subito.it (per la parte transazionale), Uber (noleggio), Turo (noleggio), player di bike e boat sharing.
Sono fuori, in via generale: i processori di pagamento puri (Stripe, PayPal, Mollie) che si limitano a elaborare transazioni senza organizzare il matching; i gestori di software che reindirizzano l'utente verso altre piattaforme; le piattaforme che offrono solo spazi pubblicitari senza intermediare; i cataloghi merceologici senza funzione di pagamento; le piattaforme B2B chiuse a un cerchio ristretto di utenti professionali su condizioni specifiche.
Il Reportable Seller è la persona fisica o giuridica che, tramite la piattaforma, svolge una delle 4 attività rilevanti ed è residente in uno Stato membro UE (oppure affitta un immobile situato in UE). Sono esclusi: enti pubblici, società quotate in borsa (e loro controllate con partecipazione superiore al 50%), seller che hanno svolto meno di 30 transazioni e ricevuto meno di 2.000 euro solo per la vendita di beni.
| Categoria | Esempi | Soglie |
|---|---|---|
| Vendita di beni | Vinted, eBay, Etsy, Amazon Marketplace | Più di 30 transazioni OR più di 2.000 euro/anno |
| Servizi personali | Fiverr, TaskRabbit, Upwork, Malt | Nessuna soglia |
| Locazione di immobili | Airbnb, Booking, Vrbo, Subito.it case | Nessuna soglia |
| Noleggio mezzi trasporto | Getaround, Drivy, Turo, noleggio barche | Nessuna soglia |
Le 5 esenzioni oggettive che puoi invocare
Le esclusioni dall'ambito DAC7 sono il primo terreno su cui si gioca la compliance. Ecco le 5 più rilevanti per chi opera online in Italia nel 2026.
1. Pure advertising (bacheca di annunci senza intermediazione)
Una piattaforma che mostra annunci ma non facilita il pagamento e non prevede un tasto "compra" è esclusa. È il modello classico di siti come Kijiji, Subito.it per la parte di annunci gratuiti, o Pagine Gialle. Attenzione: se il sito aggiunge un sistema di pagamento integrato o un link diretto alla transazione, l'esclusione salta.
2. AI B2C generazione propria (utente che genera contenuti con la tua AI)
Se il tuo servizio è un'intelligenza artificiale generativa B2C (ChatGPT, Midjourney, Suno, ElevenLabs) dove l'utente paga per generare contenuti propri, sei fuori. L'utente non vende nulla a terzi tramite la piattaforma, è il fruitore stesso del servizio. Non sei un intermediario di una transazione tra venditore e acquirente, sei il fornitore diretto di un servizio. Questa esclusione è cruciale per il 2026, con la corsa all'AI generativa.
3. E-commerce monomarca (vendor uguale proprietario)
Se vendi solo i tuoi prodotti tramite un tuo e-commerce (Shopify monomarca, WooCommerce proprietario, Amazon negozio di marca), non sei un Platform Operator. Sei un venditore diretto. Non scatta l'obbligo di report verso l'Agenzia delle Entrate, perché non ci sono "vendor terzi" da segnalare. Se però apri il sito a vendor terzi (anche con una semplice commissione), ridiventi Platform Operator.
4. Processori di pagamento puri
Stripe, PayPal, Mollie, SumUp, Nexi e simili non sono Platform Operator: elaborano pagamenti ma non organizzano l'incontro tra domanda e offerta. Non hanno rapporto contrattuale con il venditore se non per il servizio di pagamento. Restano fuori dalla DAC7. Se però aggiungi funzioni di listing, matching o recensione (ad esempio Stripe con un marketplace integrato), la posizione va rivista.
5. Software che reindirizza verso piattaforme terze
Un servizio che reindirizza l'utente ad altre piattaforme dove avviene la transazione è escluso. È il modello di comparatori di prezzi (idealista, Trovaprezzi), motori di ricerca verticali, aggregatori di link. La transazione economica si chiude sulla piattaforma di destinazione, non sulla tua.
Attenzione · confini mobili
Le esclusioni si interpretano in modo stretto. Aggiungere una funzione di pagamento integrato, un sistema di valutazione vendor, una chat di intermediazione, fa scattare la qualifica di Platform Operator. L'Agenzia delle Entrate richiede l'autocertificazione annuale di esclusione (entro il 31 gennaio), con descrizione puntuale del modello di business. Conservare documentazione del modello "no seller" è prudenza, non opzione.
Scadenze, sanzioni, adempimenti
Il calendario è ormai consolidato. Eccolo per esteso.
| Anno di report | Dati riferiti all'anno | Scadenza | Stato |
|---|---|---|---|
| Primo | 2023 | 31/1/2024 (proroga 15/2/2024) | Passato |
| Secondo | 2024 | 31/1/2025 | Passato |
| Terzo | 2025 | 2/2/2026 (sabato) | Passato |
| Quarto | 2026 | 1/2/2027 (domenica) | Prossimo |
| Quinto | 2027 | 31/1/2028 | Da venire |
Sanzioni previste dal D.Lgs. 32/2023:
- Omessa registrazione della piattaforma presso l'Agenzia delle Entrate: 10.000 euro
- Omessa trasmissione dei dati: da 2.000 a 21.000 euro (aumentata della metà in caso di recidiva biennale)
- Trasmissione incompleta o inesatta: sanzione ridotta della metà
- Mancata conservazione della documentazione di due diligence per 5 anni: da 2.000 a 21.000 euro
- Mancata risposta ai solleciti dell'autorità fiscale: ogni sollecito ignorato pesa sull'iter sanzionatorio
Dopo due solleciti infruttuosi, la procedura europea prevede la revoca permanente della registrazione e il blocco coordinato dell'attività del Platform Operator in tutta l'UE. Non è una sanzione solo italiana: è una blacklist europea della piattaforma.
L'effetto extraterritoriale: come colpisce chi opera fuori dall'UE
La portata più rilevante della DAC7 per chi fa business online nel 2026 è l'effetto extraterritoriale. Non devi avere sede o stabile organizzazione in UE per essere obbligato. Basta una di queste condizioni:
- Vendor residenti in uno Stato membro UE che usano la tua piattaforma
- Locazione di immobili situati in UE anche se il locatore (host) è extra-UE
- Attività rilevante con utenti finali in UE, anche transfrontaliera
Se ti trovi in almeno una di queste condizioni, sei un Non-Union Platform Operator e devi:
- Registrarti in uno Stato membro UE a tua scelta (one-stop shop); se ne soddisfi i criteri in più di uno, dichiari l'elezione e notifichi tutti gli altri
- Ottenere un identificativo unico rilasciato dallo Stato membro di registrazione
- Raccogliere e verificare i dati dei vendor UE secondo le procedure di due diligence della direttiva
- Trasmettere annualmente il report entro il 31 gennaio dell'anno successivo (via XML, schema OCSE) all'autorità fiscale dello Stato membro di registrazione
- Conservare la documentazione per 5 anni dalla comunicazione
Il mancato rispetto di queste procedure porta, in sequenza: richiamo, sollecito formale, secondo sollecito, revoca permanente della registrazione e blocco coordinato europeo. La piattaforma diventa di fatto inaccessibile dall'UE.
La Commissione europea ha pubblicato il Regolamento di esecuzione (UE) 2023/823 del 13 aprile 2023, che stabilisce i criteri per valutare l'equivalenza delle legislazioni extra-UE con la DAC7. Se il tuo Paese di residenza ha una legislazione equivalente e un accordo di scambio automatico attivo con l'UE, puoi beneficiare di uno switch-off parziale o totale: riporti i dati alla tua autorità fiscale nazionale, che li scambia con l'UE. Niente one-stop shop, niente identificativo UE separato.
Come evitarla legalmente: 4 strategie concrete
Quando si parla di "evitare la DAC7", il punto non è sottrarsi a un obbligo legale, è scegliere la struttura giuridica che minimizza gli adempimenti e massimizza l'efficienza fiscale, nel rispetto della normativa. Ecco le 4 strategie operative aggiornate al 2026.
Strategia 1 — One-stop shop in un Paese UE neutrale
Se operi già in UE o puoi spostare la sede della piattaforma in un Paese membro con fiscalità favorevole (Irlanda, Olanda, Lussemburgo, Estonia, Cipro), ti registri lì e benefici dell'one-stop shop: un'unica registrazione copre tutta l'UE. Costi tipici: 5.000-15.000 euro di setup, 3.000-10.000 euro/anno di gestione contabile e compliance. È la strada più lineare per chi è già dentro il perimetro UE.
Strategia 2 — Residenza in Paese OCSE con MRDP equivalente
Se il tuo Paese ha implementato l'OCSE Model Reporting Rules for Digital Platforms (MRDP), il modello di riferimento mondiale su cui si basa la DAC7, e ha un accordo di scambio automatico attivo con l'UE, lo switch-off è disponibile. Al 2026 i Paesi con equivalenza piena o parziale riconosciuta sono:
- Regno Unito: implementazione MRDP dal 2024, riconosciuto equivalente dalla Commissione UE. Partnership MRDP effettiva dal 2024 (con 17 giurisdizioni, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Svezia)
- Canada: implementazione dal 1° gennaio 2024, scadenza primo report 31/1/2025. Partnership attive con 17 giurisdizioni UE
- Australia: SERR (Sharing Economy Reporting Regime) dal 1° luglio 2023 (alloggi e trasporti), esteso il 1° luglio 2024 ad altre piattaforme
- Nuova Zelanda: DPI (Digital Platform Information) dal 1° gennaio 2024, focus su servizi e affitti
In tutti questi casi, devi avere sostanza reale nel Paese: ufficio fisico, dipendenti locali, board meetings documentati, contabilità certificata. Una LLC UK con indirizzo virtuale e nominee director non soddisfa il criterio di "residenza effettiva", e l'autorità fiscale UE può contestare la posizione.
Strategia 3 — LLC americana (Delaware / Wyoming)
Gli USA non hanno implementato MRDP e non hanno un accordo di scambio automatico con l'UE per questo specifico regime. Il report IRS 1099-K si applica solo ai pagamenti verso residenti fiscali USA sopra certe soglie (oltre 5.000 dollari dal 2024, oltre 2.500 dal 2025, oltre 600 dal 2026 in alcuni stati). Per vendor non-USA, nessun 1099-K, e quindi nessun corrispondente "DAC7 americano".
Aprire una Delaware LLC (la più comune per foreign-owned single-member) costa circa 1.000 dollari di setup, 300 dollari/anno di franchise tax, 90 dollari di annual report. Wyoming LLC è ancora più economica: 500 dollari di setup, 100 dollari/anno, 60 dollari di annual report. Per una C-Corp Delaware i costi salgono a 1.500-3.000 dollari di setup, 400 dollari/anno di franchise tax, ma consente raccolta capitale e residenza fiscale certa (anche se assoggettata alla corporate tax USA del 21% federale sui profitti di fonte statunitense).
La LLC è fiscalmente "disregarded entity" per il fisco USA se single-member non-USA: passa attraverso la dichiarazione personale del titolare. Nessuna corporate tax USA su profitti non di fonte USA. Inoltre, niente IVA (le esportazioni di servizi digitali sono fuori campo IVA in USA).
Strategia 4 — Dubai Free Zone (con cautela post-2026)
Gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto nel 2023 una corporate tax federale del 9% sopra 375.000 AED di utile (circa 94.000 euro), con possibilità di 0% per le Qualifying Free Zone Person (QFZP) sui redditi "qualificanti". A settembre 2026, il Ministero delle Finanze UAE ha emanato le Decision 229/230 del 2026 che hanno ridefinito i criteri del regime QFZP e ampliato (per ora) la lista delle attività qualificate.
Per le attività digitali, il panorama 2026 è questo:
- Sostanza economica reale richiesta: ufficio fisico nella Free Zone (IFZA, DMCC, Meydan, RAKEZ), dipendenti UAE, contabilità certificata. Le Free Zone che offrono solo "desk space" virtuale non soddisfano il criterio
- Qualifying Income ristretto: servizi B2C digitali sono spesso fuori dalla definizione di "qualifying" (rientrano produzione, logistica, trading, holding, IP). Per una piattaforma SaaS, l'idoneità al QFZP va valutata caso per caso con un fiscalista UAE
- De minimis stringente: massimo 5% del fatturato o 5 milioni AED da attività "non qualificate"
- Small Business Relief in scadenza: 0% fino a 375.000 AED di utile per tutte le società sotto soglia, scade a dicembre 2026, da valutare attentamente
- VAT 5% sopra 375.000 AED di fatturato
- Costi: 6.000-15.000 euro di setup, 3.000-8.000 euro/anno di gestione (licenza, visto, contabilità)
Per le crypto, Dubai ha un regime specifico favorevole (Innovation City Free Zone a Ras Al Khaimah) con 0% di imposta personale sui guadagni individuali e 0% di corporate tax per le società qualificate.
Strategia 5 — Singapore (per Asia-Pacific)
Singapore non è "libera" come si pensava fino a pochi anni fa: ha una corporate tax del 17%, ridotta al 9% effettivo per i primi 200.000 SGD tramite l'IRD Tax Exemption Scheme. Non c'è report DAC7 né equivalente MRDP verso l'UE. Richiede sostanza reale (ufficio, dipendenti SG, direttore locale). Costi tipici: 8.000-20.000 euro di setup, 5.000-15.000 euro/anno.
Tabella comparativa delle giurisdizioni
| Giurisdizione | Corporate tax | Substance | Setup | Anno | DAC7 |
|---|---|---|---|---|---|
| Italia / UE one-stop | 24% IRES | Sì, ufficio UE | 5.000-15.000 € | 3.000-10.000 € | Obbligo diretto |
| UK MRDP | 25% (dal 2023) | Sì, ufficio UK | 8.000-15.000 € | 4.000-8.000 € | Switch-off parziale |
| Canada | 27% (federal+prov) | Sì, ufficio CA | 10.000-20.000 € | 5.000-10.000 € | Switch-off parziale |
| Australia | 30% (federal) | Sì, presenza AU | 8.000-15.000 € | 5.000-10.000 € | Switch-off parziale |
| Nuova Zelanda | 28% | Sì, presenza NZ | 8.000-12.000 € | 4.000-8.000 € | Switch-off parziale |
| USA Delaware LLC | 0% federal (pass-through) | Consigliata | 1.000-3.000 € | 500-1.500 € | Nessun obbligo |
| USA Wyoming LLC | 0% federal (pass-through) | Consigliata | 500-2.000 € | 300-1.000 € | Nessun obbligo |
| Dubai Free Zone QFZP | 0% su qualifying | Sì, FZ substance | 6.000-15.000 € | 3.000-8.000 € | Nessuno se qualifying |
| Singapore | 17% (9% effective) | Sì, ufficio SG | 8.000-20.000 € | 5.000-15.000 € | Nessun obbligo |
I costi sono indicativi e si riferiscono a setup completi (costituzione societaria, apertura conto, prima contabilità, eventuale sostanza minima). Non includono parcelle di consulenza fiscale strutturata, che possono aggiungere 3.000-10.000 euro l'anno per giurisdizioni complesse.
I caveat che non puoi ignorare
Le strategie di cui sopra funzionano solo se rispettano alcuni principi fondamentali. Ignorarli è il modo migliore per ritrovarsi con sanzioni retroattive.
Substance rule: la sostanza conta più della bandiera
Se dichiari residenza in UK, Canada, Dubai o Singapore ma non hai dipendenti, ufficio, board meetings e operations in quei Paesi, l'autorità fiscale UE può applicare la dottrina della stabile organizzazione occulta. Significa: l'attività si considera svolta in Italia/UE, scatta l'obbligo DAC7 diretto (con tutte le sanzioni), e in aggiunta l'IRES italiana sui profitti "reindirizzati". Una LLC Wyoming con solo indirizzo di un registered agent non è una LLC operativa: è una casella postale.
Transfer pricing e prezzi di trasferimento
Se fatturi servizi alla tua LLC estera, il prezzo deve essere "at arm's length", cioè di mercato. Un servizio di "consulenza strategica" fatturato a 500.000 euro/anno a una LLC senza dipendenti è un classico segnale d'allarme per l'Agenzia delle Entrate. La documentazione sul transfer pricing deve essere pronta, aggiornata e coerente con la sostanza reale delle parti.
Beneficial ownership e titolarità effettiva
Dal 2024 la Direttiva UE 2024/1648 ha esteso l'accesso al registro dei titolari effettivi a qualsiasi autorità UE. Una LLC Delaware con nominee member non nasconde il vero proprietario all'Italia. L'informazione è nello schema OCSE CRS, scambiata automaticamente, e visibile su richiesta motivata dall'AdE.
BEPS Pillar Two e aliquota minima globale
Il Pillar Two OCSE prevede un'aliquota minima globale del 15% per i gruppi multinazionali con fatturato superiore a 750 milioni di euro. Per piccole LLC e piccole piattaforme non si applica, ma se il business cresce, ricade. Le regole GloBE (Global Anti-Base Erosion) impongono un'imposta integrativa se il Paese a bassa tassazione non garantisce un'aliquota effettiva del 15%.
Anti-avoidance e DAC6
La DAC6 (Direttiva UE 2018/822) impone la segnalazione dei meccanismi transfrontalieri potenzialmente aggressivi entro 30 giorni. Alcuni schemi di "trasferimento fittizio" di piattaforme digitali all'estero rientrano nella nozione di "hallmark" e vanno comunicati. Il mancato adempimento DAC6 ha sanzioni proprie, indipendenti dalla DAC7.
Regola d'oro
La scelta della giurisdizione va fatta prima di avviare l'attività, non dopo che i volumi sono esplosi. Una volta che il business è consolidato in una struttura sub-ottimale, il costo di ristrutturazione (legale, fiscale, contabile, contrattuale) supera di gran lunga il risparmio iniziale. E le autorità fiscali (italiana, ma anche OCSE) hanno strumenti sempre più affinati per contestare le strutture nate dopo il successo.
Le 5 domande più frequenti
Cos'è la DAC7 in parole semplici?
È una direttiva europea che obbliga le piattaforme digitali (Vinted, Airbnb, Fiverr, Booking.com e così via) a comunicare ogni anno all'Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che usano il loro portale: nome, codice fiscale, totale delle vendite, commissioni trattenute. Lo scopo è intercettare l'evasione fiscale derivante da attività digitali che le amministrazioni nazionali faticavano a tracciare.
Se vendo su Vinted una volta all'anno per 500 euro, sono obbligato?
No. Per la vendita di beni sei "segnalabile" solo se superi 30 transazioni oppure 2.000 euro nell'anno solare. Sotto entrambe le soglie, sei fuori: la piattaforma non comunica i tuoi dati all'AdE. Diverso il discorso se ti dedichi alla vendita regolarmente: lì scatta l'analisi dell'abitualità per le imposte sui redditi (IRPEF) e l'obbligo di P.IVA sopra certe soglie.
Aprire LLC in Delaware mi evita davvero la DAC7?
Per il lato "no report DAC7 in USA", sì: gli USA non hanno implementato MRDP né hanno uno scambio automatico con l'UE per questo regime. Ma la DAC7 non colpisce i vendor USA: colpisce i Platform Operator non-UE con vendor residenti UE. Se la tua piattaforma LLC ha vendor italiani o immobili in Italia, sei comunque obbligato a registrarti in uno Stato membro UE (one-stop shop), indipendentemente dalla LLC. L'elusione c'è solo se la piattaforma è genuinamente non-UE per base clienti e operations.
Free Zone Dubai davvero 0% tasse?
0% di corporate tax SOLO sui redditi "qualificanti" di una Qualifying Free Zone Person (QFZP). I requisiti sono stringenti: sede legale in Free Zone (IFZA, DMCC, RAKEZ), sostanza economica reale (ufficio, dipendenti, board meetings), attività che rientra nella definizione ristretta di "qualifying income" (le Decision MoF 229/230 del 2026 hanno aggiunto metalli, minerali, commodities, ma i servizi digitali B2C restano marginali). Lo Small Business Relief (0% fino a 375.000 AED di utile) scade a dicembre 2026. La sostanza non è un dettaglio: è il cuore del regime.
Property Manager è esente DAC7?
No. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che i Property Manager che agiscono con mandato di rappresentanza per conto di host privati sono obbligati alla comunicazione, anche se non hanno un sito proprio o non gestiscono direttamente i pagamenti. La soglia 30 transazioni o 2.000 euro non si applica ai servizi turistici, che sono dichiarabili dalla prima prenotazione. Le sanzioni partono da 10.500 euro secondo le indicazioni AdE più recenti.
Risorse utili
- Commissione europea — pagina ufficiale DAC7: taxation-customs.ec.europa.eu/dac7
- EUR-Lex: testo consolidato della Direttiva (UE) 2021/514 e del Regolamento di esecuzione (UE) 2023/823
- Agenzia delle Entrate: Provvedimento 20/11/2023 prot. 406671/2023 e sezione dedicata "Piattaforme digitali"
- OCSE — Model Reporting Rules for Digital Platforms: oecd.org/tax/model-reporting-rules
- Belastingdienst (NL): guida tecnica per Platform Operator, chiara e in inglese, utile per capire i criteri europei
Il punto
La DAC7 non è un mostro, ma è una norma seria, già pienamente operativa, con sanzioni reali e obblighi annuali. Per chi gestisce una piattaforma digitale, ignorarla non è un'opzione. Per chi vende su piattaforme terze, il rischio indiretto è reale ma gestibile: le piattaforme fanno il lavoro sporco di raccolta e report, e tu devi solo rispondere alle loro richieste di dati anagrafici e fiscali.
Per chi vuole ottimizzare la struttura della propria piattaforma nel 2026, le opzioni sono chiare: one-stop shop UE, residenza in Paese OCSE MRDP (UK, Canada, Australia, Nuova Zelanda), LLC americana per attività genuinamente non-UE, Dubai Free Zone con sostanza reale e aspettative realistiche, Singapore per Asia-Pacific. Tutte quante richiedono consulenza fiscale strutturata: il fisco italiano e quello OCSE sono sempre più integrati, e le strutture improvvisate durano lo spazio di un controllo.
La regola finale: non è una fuga, è una scelta informata. La differenza tra chi ottimizza e chi evade è la stessa che c'è tra un architetto e un geometra: tutti e due costruiscono, ma solo uno sa perché mette la trave dove la mette. Il tuo commercialista è l'architetto. Se non ne hai uno specializzato in fiscalità digitale internazionale, è il primo investimento da fare.