Il Regolamento UE 2024/1689 (EU AI Act) è pienamente applicabile dal 2 agosto 2026. Da questa data, chiunque crei e pubblichi contenuti generati con AI — testi, immagini, video, musica, codice — è soggetto a obblighi specifici di trasparenza. Anche se non lo vendi. Anche se lo dai via gratis. Anche se lo metti solo sui social.
Cosa dice esattamente l'art. 50
L'articolo 50 del Regolamento EU AI Act riguarda specificamente gli obblighi di trasparenza per i sistemi di AI generativa. Si applica a:
- Provider di modelli AI generativi (OpenAI, Anthropic, Google, Meta) → obbligo di watermark e tracciabilità
- Deployer (chi usa l'AI per creare contenuto) → obbligo di disclosure all'utente finale
- Distributori (piattaforme che ospitano contenuti AI-generated) → obbligo di informazione
Se tu sei un creator che usa ChatGPT per scrivere un post, Midjourney per generare un'immagine, Suno per creare una base musicale, e poi pubblichi su Instagram, newsletter, o vendi come prodotto digitale: sei un deployer, e hai obblighi.
I 3 obblighi operativi per te
i. Disclosure visibile all'utente finale
Ogni contenuto AI-generated che pubblichi o distribuisci deve avere una disclosure visibile, chiara e non ingannevole che informi l'utente che si tratta di output di un sistema AI. La disclosure deve essere contestuale al contenuto (non un link a pagina termini che nessuno apre).
Esempi pratici conformi:
- Sotto un post social: "Testo scritto con assistenza AI (ChatGPT, revisionato)"
- In un articolo blog: badge in testa "🤖 Contenuto AI-assisted" + paragrafo disclaimer
- In un ebook venduto: pagina iniziale con "Questo libro contiene contenuti generati con AI"
- In una canzone su Spotify: "AI-generated music by Suno" nei credits
ii. Watermark ove tecnicamente possibile
Se il sistema AI che usi produce contenuti con watermark incorporato (C2PA, Content Credentials, watermarking sintetico), devi preservarlo. Non rimuovere il watermark per "far sembrare umano" il contenuto. Questo è esplicitamente vietato dall'art. 50(4).
Esempio: se Midjourney produce un'immagine con metadati C2PA, non devi stripparli prima di pubblicarla.
iii. Non manipolare con AI per ingannare
L'art. 50 vieta specificamente l'uso di AI per generare o manipolare contenuti che possono essere scambiati per autentici e ingannare il pubblico. Esempi vietati:
- Deepfake senza disclosure
- Recensioni false generate con AI
- Immagini di eventi mai accaduti presentate come reali
- Testimonial con voce clonata AI
Le sanzioni: cosa rischi se non ti adegui
| Tipo infrazione | Sanzione | Chi sanziona |
|---|---|---|
| Mancata disclosure | Fino a €15M o 3% del fatturato | AGCM + autorità nazionali |
| Rimozione watermark | Fino a €15M o 3% del fatturato | AGCM + autorità nazionali |
| AI deception (deepfake, recensioni false) | Fino a €35M o 7% del fatturato | AGCM + Procura |
| Uso AI per manipolazione elettorale o politica | Fino a €35M o 15% del fatturato | AGCM + Procura |
Esempi pratici di conformità
Esempio 1 — Newsletter con testi AI-assisted
Scrivi una newsletter di 800 parole su "5 tool AI per freelance". Usi ChatGPT per il primo draft, poi rivedi e riscrivi al 60%. La pubblicazione della newsletter è conforme se in fondo al testo scrivi: "Questo articolo è stato redatto con assistenza del modello AI [nome modello] e revisionato dall'autore. Le opinioni sono dell'autore."
Esempio 2 — Immagini generate con Midjourney per un ebook
Crei un ebook con 20 illustrazioni generate con Midjourney. Lo vendi su Gumroad a €19. Conforme se: (1) l'ebook ha una pagina iniziale "Illustrazioni generate con AI (Midjourney v6.1)", (2) i metadati C2PA sono preservati, (3) nella descrizione del prodotto scrivi "ebook con illustrazioni AI-generated".
Cosa NON è coperto dall'AI Act (per ora)
- Uso AI come tool di produttività personale: non regolamentato dall'art. 50, riguarda la tua privacy
- Contenuti AI in contesto privato/aziendale interno: non è distribuzione al pubblico
- Modelli AI open source per uso di ricerca: esenzioni specifiche